LINEE GUIDA CONTENENTI LE INDICAZIONI DELLE PROCEDURE E DELLE TECNICHE DI PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA
Art. 7 - Legge n. 40/2004
“Secondo una prima definizione la sterilità, almeno nella donna, andrebbe distinta dall'infertilità, intesa come incapacità di condurre la gravidanza fino all'epoca di vitalità fetale.
Nell'uomo, invece, essendo il concetto di aborto ovviamente estraneo alla patologia della riproduzione, i due termini vengono largamente utilizzati come sinonimi.
Secondo un'altra definizione una coppia è considerata infertile quando non è stata in grado di concepire e di procreare un bambino dopo un anno o più di rapporti sessuali non protetti, mentre è sterile la coppia nella quale uno o entrambi i coniugi sono affetti da una condizione fisica permanente che non rende possibile la procreazione.
Secondo questa interpretazione il termine "sterilità" si riferisce, quindi, ad una condizione più grave e comunque assoluta di "infertilità" riguardante la coppia e non il singolo membro di essa.
Ai fini delle presenti linee guida i due termini, infertilità e sterilità, saranno usati come sinonimi.
Viene definita sterilità (infertilità) l'assenza di concepimento, oltre ai casi di patologia riconosciuta, dopo 12/24 mesi di regolari rapporti sessuali non protetti.
Tutte le coppie che non ottengono gravidanza nei termini sopra definiti costituiscono la popolazione delle coppie infertili.
Questa popolazione è costituita da:
- coppie sterili nelle quali siano stati accertati fattori di sterilità di almeno uno dei due coniugi;
- coppie con sterilità idiopatica, nelle quali non sia stato possibile accertare un definito fattore responsabile;
- coppie subfertili, per ragioni biologiche o per ripetuta abortività spontanea.
I dati relativi all'incidenza ed alle principali cause di sterilità sono simili a livello mondiale.
Nella nostra società motivazioni molteplici di ordine sociale, economico e culturale portano molte donne a rinviare oltre la terza decade di vita la ricerca di un concepimento.
Dagli ultimi dati relativi alla natalità in Europa, infatti, emerge che l'età media in cui la donna italiana partorisce il primo figlio è 30 anni, dato aumentato rispetto al precedente rilievo del 1990 dove risultava essere di 29 anni.
Il fattore temporale si concretizza in tre differenti aspetti e condizionale strategie diagnostiche:
- età della donna;
- esposizione alla probabilità di concepire;
- riserva ovarica.
Età della donna.
E' uno dei principali limiti posti alla fertilità umana.
Con l'età', inoltre, aumenta il rischio di abortire spontaneamente.
Tale rischio risulta essere pari al 10% circa per donne di età < 30 anni, al 18% per i soggetti con età compresa fra i 30 e i 39 anni, al 34% per le donne intorno ai 40 anni.
Donne di età superiore ai 35 anni hanno una più elevata probabilità di avere difficoltà riproduttive in relazione ad aneuploidie determinate da non-disgiunzioni cromosomiche.
La capacità riproduttiva della coppia subisce un declino con l'età'. Tale fenomeno si manifesta in maniera più sensibile nella donna; l'aspettativa di avere un figlio per una coppia nella quale è presente una donna di età> 35 anni è ridona del 50% rispetto alle coppie nelle quali le donne hanno un'età' inferiore.
Sebbene esistano evidenze scientifiche che la fertilità nella donna diminuisca a partire dai 25 - 28 anni e unanimemente accettato che la riduzione della capacità riproduttiva nella partner femminile inizi intorno ai 35 anni con un progressivo e considerevole calo fino al completo esaurimento della funzionalità ovarica.
Esposizione alla probabilità di concepire.
La durata dell'infertilità' rappresenta il criterio che seleziona la prognosi riproduttiva della coppia a prescindere dalla diagnosi di sterilità.
Coppie con una condizione di sterilità di lunga durata hanno una prognosi riproduttiva sfavorevole.
Riserva ovarica
La gonade femminile, diversamente da quella maschile, è costituita da un numero finito di unità follicolari, e quindi di cellule uovo, che rappresenta un patrimonio predeterminato suscettibile di un irreversibile depauperamento.
Esiste una soglia critica di patrimonio follicolare, al di sotto di cui vi e una riduzione della potenzialità riproduttiva della donna che può rappresentare l'unico elemento determinante la sub-fertilita', che può essere dovuta all'età' riproduttiva avanzata ma anche ad un ridotto patrimonio follicolare congenito (dissociazione tra età anagrafica e patrimonio follicolare), o alla interferenza di fattori iatrogeni o patologici sulla consistenza e consumo del patrimonio follicolare (infezioni, esiti chirurgici, fattori ambientali, stili di vita, etc.).
Un orientamento sulla riserva ovarica può essere ottenuto tramite la valutazione dei livelli di FSH ed estradiolo eseguita in terza giornata del ciclo.
Valutando i dati di fertilità sulla popolazione generale vediamo che solo il 25% delle coppie ottiene una gravidanza dopo un mese di rapporti mirati, frequenti e regolari; il 30-50% dopo tre mesi; il 75% dopo nove mesi, l'80% dopo un anno.
Delle restanti coppie il 50% raggiunge la gravidanza entro il secondo anno.
Rapporti a giorni alterni nella finestra di fertilità (che per chi mestrua ogni 28 giorni va dall'11° al 15° giorno del ciclo) offrono le maggiori probabilità di concepimento; queste diminuiscono con l’aumentare dell’età della donna e con l’aumentare degli anni di infertilità.